Gli aggiornamenti sul conflitto tra Russia e Ucraina registrano una nuova ondata di raid notturni con droni, che secondo le autorità russe avrebbero preso di mira impianti industriali situati nelle vicinanze di Mosca e nella regione di Nižnij Novgorod. Sul fronte diplomatico e strategico, le notizie si concentrano sulle richieste avanzate da Kiev per accelerare la fornitura di sistemi di difesa aerea e sui contatti politici internazionali in vista di possibili incontri al vertice.

Attacchi notturni con droni e danni agli impianti industriali

Le autorità russe hanno denunciato un massiccio attacco condotto con droni durante la notte, che avrebbe colpito un impianto industriale a est di Mosca. Un episodio analogo è stato confermato dal governatore regionale di Nižnij Novgorod, Gleb Nikitin, il quale ha riferito che le difese aeree hanno distrutto oltre cento droni nel corso di un'operazione prolungata tra la notte e la mattinata.

Secondo le prime informazioni diffuse a livello locale, l'attacco nel distretto di Kstovo non avrebbe provocato vittime, ma avrebbe causato danni significativi a una struttura industriale. Da parte ucraina viene invece rivendicata l'azione contro un'importante raffineria di petrolio della zona.

Le richieste di Kiev sulla difesa aerea e la situazione umanitaria

Durante un incontro con i media a Istanbul, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affrontato il tema della protezione dei cieli, proponendo ai singoli partner internazionali la cessione temporanea di un numero compreso tra 10 e 30 missili di difesa aerea, da restituire successivamente non appena arriverà il pacchetto statunitense di missili PAC-3.

Zelensky ha motivato la richiesta sottolineando che le consegne previste dagli Stati Uniti risultano rallentate e posticipate di diversi anni a causa dei tempi di produzione e delle priorità rivolte ad altre aree, come il Medio Oriente. Nel frattempo, sul piano umanitario, lo stesso presidente ucraino ha annunciato su X che alcuni cittadini provenienti da Oleshky hanno attraversato il confine nella regione di Chernihiv, auspicando che l'accesso umanitario nell'area rimanga aperto per garantire assistenza alla popolazione.