Una vasta operazione informatica ha colpito i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in otto paesi europei, provocando ingenti danni economici a causa del deterioramento degli alimenti. L'episodio riporta l'attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture connesse alla rete e sulla vulnerabilità della catena di approvvigionamento alimentare.

Cosa è successo nei supermercati europei e in Italia

Nel corso di un lunedì di novembre, i congelatori e i frigoriferi di numerosi punti vendita in Europa sono stati messi fuori uso o manomessi da remoto. In Italia l'impatto ha riguardato almeno una ventina di supermercati distribuiti tra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani.

Gli aggressori sono riusciti a prendere il controllo dei sistemi di refrigerazione, spingendo le temperature interne fino a 50 gradi centigradi e attivando i meccanismi di sbrinamento. Questo comportamento ha compromesso la conservazione del cibo e causato perdite finanziarie notevoli. L'evento richiama quanto già accaduto in Francia tra l'11 e il 12 ottobre, quando i frigoriferi di centinaia di negozi erano stati sabotati con danni stimati in milioni di euro.

Perché i frigoriferi industriali sono connessi a internet?

I moderni impianti di refrigerazione commerciale vengono collegati alla rete internet per consentire il monitoraggio e la gestione a distanza delle temperature e delle funzioni di manutenzione. Tuttavia, questa connettività espone i dispositivi a potenziali rischi informatici se i sistemi di controllo non sono adeguatamente protetti o aggiornati.

Nel caso specifico, l'azione ha coinvolto software e apparecchiature di diverse aziende, tra cui la danese Danfoss, Copeland e Dixell. Alcune di queste società, interpellate dai media internazionali come AFP e CNN, hanno evidenziato che molte delle apparecchiature coinvolte erano ormai obsolete, prive di aggiornamenti software o di sicurezza, oppure presentavano vulnerabilità in dispositivi fuori produzione.

Chi c'è dietro gli attacchi e come hanno agito?

Al momento non ci sono rivendicazioni da parte di gruppi di hacker e nessuno ha avanzato richieste di riscatto. Christophe Hansen, commissario europeo all'Agricoltura, ha descritto l'accaduto come un tentativo deliberato di interrompere la filiera alimentare e minare la fiducia dei consumatori.

Gli esperti di cybersecurity sottolineano la difficoltà nell'attribuire la responsabilità:

  • Assenza di malware: L'intrusione è avvenuta senza l'uso di programmi dannosi tradizionali, lasciando pochissime tracce digitali. Gli esperti la paragonano all'azione di qualcuno che si limita ad agire sugli interruttori indossando dei guanti.
  • Ipotesi sul movente: Rafe Pilling, esperto di Sophos, ritiene plausibili due opzioni principali: un'azione commissionata da un'entità statale per generare allarme e destabilizzazione, oppure l'iniziativa di un singolo per motivi personali. L'ipotesi di una matrice statale è considerata la più probabile per via dell'impatto psicologico sulla popolazione.

Le autorità francesi non hanno ancora identificato i responsabili degli episodi di ottobre e, secondo gli analisti, potrebbero volerci anni per risalire agli autori, considerata la semplicità e la portata globale delle vulnerabilità sfruttate.

Implicazioni e raccomandazioni per la sicurezza

L'episodio evidenzia i rischi legati alla digitalizzazione di infrastrutture fisiche critiche. Dopo i precedenti in Francia, l'agenzia nazionale per la sicurezza informatica francese aveva raccomandato ai supermercati di disconnettere da internet i sistemi di controllo a distanza dei frigoriferi, ripristinando l'accesso da remoto esclusivamente attraverso reti protette per evitare nuove intrusioni.