Una nuova e massiccia ondata di raid notturni ha colpito le infrastrutture energetiche in diverse aree dell'Ucraina, provocando ingenti danni e blackout diffusi. Secondo quanto riferito dalla società elettrica ucraina Dtek, i bombardamenti hanno interessato centrali e sottostazioni in nove regioni del Paese, causando la disattivazione e l'interruzione totale della produzione di elettricità in tre centrali.
Le forze armate di Mosca hanno impiegato un imponente arsenale composto da droni d'attacco, missili balistici e missili da crociera, mirando in modo specifico al settore energetico e alle linee ferroviarie. Nel frattempo, sul fronte opposto, le forze di Kiev hanno risposto intensificando le operazioni con droni contro impianti di lavorazione petrolifera sul territorio russo.
Bilancio dei danni e impatto sulle infrastrutture energetiche
I raid notturni russi hanno provocato distruzioni di vasta portata. Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato l'impiego di armi di precisione contro obiettivi strategici, tra cui la centrale termoelettrica di Ladyzhynska nella regione di Vinnytsia, gli impianti di Kryvyi Rih e Prydniprovska nella regione di Dnipropetrovsk, e la centrale di Kharkiv insieme alle sottostazioni di Zmievska e Losevo.
Gli effetti sulla rete elettrica e sulla popolazione sono stati immediati:
- Oltre 180.000 utenti sono rimasti privi di energia elettrica nella regione di Zhytomyr. Circa 130 insediamenti nella stessa area sono stati isolati dal punto di vista energetico, sebbene non siano stati segnalati feriti in quel settore.
- Gravi danni sono stati registrati anche a un impianto della Dtek nella regione di Odessa, dove si è reso necessario l'avvio di interruzioni programmate della fornitura.
- Infrastrutture portuali a Kiliya e navi da carico nel porto di Yuzhny e nel Mar Nero sono state colpite dalle forze russe.
In risposta alle azioni subite, le forze ucraine hanno colpito la raffineria Slavneft-Yanos a Yaroslavl, uno dei maggiori impianti di lavorazione del petrolio della Russia, situato a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca.
Vittime civili e sviluppi diplomatici
La situazione umanitaria continua a subire gravi contraccolpi a causa delle ostilità. Il bilancio delle vittime di un attacco aereo registrato contro un centro umanitario a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, è salito a 29 morti e 5 feriti, mentre le operazioni di ricerca e soccorso proseguono per rintracciare 48 persone ancora disperse. Un ulteriore bombardamento russo ha inoltre colpito una struttura medica a Kharkiv, ferendo 62 persone e costringendo all'evacuazione di circa 200 pazienti.
Sul piano politico e diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è giunto a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente della Germania e i vertici del Bundestag. Al centro dei colloqui figurano il coordinamento diplomatico, il rafforzamento della difesa aerea ucraina e il sostegno al settore energetico. Intanto, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, intervenendo a Minsk, ha dichiarato che al momento non si intravedono prospettive per un dialogo realistico con l'Europa.

