La notte ha fatto registrare una nuova e intensa escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina, caratterizzata da attacchi incrociati su larga scala che hanno preso di mira sia importanti obiettivi energetici in territorio russo sia strutture sanitarie e reti elettriche in diverse regioni ucraine.

Tra gli episodi di maggiore rilievo spicca l'azione condotta dalle forze armate ucraine contro la raffineria Slavneft-Yanos a Yaroslavl, uno dei più grandi impianti di lavorazione del petrolio della Russia, situato a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. L'incursione con i droni ha innescato almeno tre incendi all'interno della struttura, mentre le difese aeree russe riferiscono di imponenti operazioni di intercettazione nei cieli della capitale e delle zone limitrofe.

Raid a Kharkiv e impatto sulle infrastrutture energetiche

Sul fronte opposto, le forze armate russe hanno colpito duramente diverse aree dell'Ucraina. Nel corso della notte, un bombardamento ha devastato una struttura medica a Kharkiv, nel quartiere di Nemyshlianskyi. L'attacco ha provocato il ferimento di 62 persone e reso necessaria l'evacuazione d'urgenza di circa 200 pazienti.

Contemporaneamente, i raid notturni russi contro le infrastrutture energetiche hanno causato gravi criticità in varie regioni:

  • Regione di Zhytomyr: oltre 180.000 utenti sono rimasti senza elettricità a causa dei danni alla rete, con circa 130 insediamenti isolati dal punto di vista energetico all'alba di martedì.
  • Regione di Odessa: un impianto gestito dalla società privata DTEK è stato gravemente danneggiato da un attacco avvenuto poco prima di mezzanotte, rendendo necessarie interruzioni programmate dell'erogazione di energia elettrica. La società ha fatto sapere che le riparazioni richiederanno molto tempo a causa dei precedenti bombardamenti subiti negli ultimi due mesi.
  • Regione di Dnipropetrovsk: un massiccio attacco missilistico e con droni ha colpito infrastrutture, edifici residenziali e amministrativi nei distretti di Dnipro e Kryvyi Rih, provocando feriti e danni materiali a Nikopol.

Le difese aeree russe e i dati sui droni

La risposta russa agli attacchi aerei è stata imponente sul piano numerico. Il sindaco di Mosca, Sergej Sobianin, ha dichiarato che tra le 20:30 del 2 novembre e le 7:30 del 3 novembre sono stati registrati movimenti di droni diretti verso la regione di Mosca, con la distruzione della maggior parte dei velivoli da parte del Ministero della Difesa nelle zone periferiche e la neutralizzazione di 187 unità in prossimità della capitale.

La ripresa degli attacchi contro gli impianti petroliferi e le infrastrutture critiche giunge in un momento particolarmente delicato, confermando la persistenza di una strategia militare incentrata sul logoramento energetico e logistico reciproco, nonostante le pressioni e le tregue temporanee registrate nei giorni precedenti su altri fronti circoscritti.