Elezioni in Israele: affluenza record e tensioni
In Israele si sono aperte le urne per le elezioni parlamentari che determineranno la formazione della 26esima Knesset. La Commissione elettorale centrale israeliana ha comunicato che alle ore 12 l'affluenza alle urne a livello nazionale si attesta al 31,5%, un record dalle elezioni storiche del 1977. Sono oltre 7 milioni e 331 mila gli israeliani chiamati alle urne oggi fino alle 22 locali.
Il leader dei Democratici, Yair Golan, ha subito un tentativo di aggressione da parte di un uomo armato di coltello mentre era impegnato a mobilitare gli elettori a Tel Aviv. Le guardie del corpo di Golan hanno bloccato l'uomo e gli è caduto il coltello a terra.
Il premier uscente Benjamin Netanyahu sta adottando la strategia dei messaggi a pioggia sui social, esortando gli elettori a votare e accusando la sinistra di tentare di rubare il voto. "Percentuali di affluenza più alte del solito nelle roccaforti della sinistra. Destra o Palestina, sul serio. Per gli elettori di destra questa è un'ora di emergenza. Uscite a votare subito!", ha scritto Netanyahu su X.
Il conteggio delle "buste doppie" - ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza - richiederà più tempo e potrebbe ribaltare i risultati emersi dagli exit poll iniziali. Gli exit poll verranno annunciati immediatamente con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, il 4 novembre.

