Elezioni Israele: Netanyahu in testa, ma senza maggioranza

Le elezioni politiche in Israele sono state tenute dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita. Il voto ha visto il premier uscente Benjamin Netanyahu in testa, ma senza la maggioranza necessaria per governare. Il blocco di Netanyahu ha conquistato 53 seggi, mentre quello guidato da Gadi Eisenkot ha ottenuto 48. I partiti arabi hanno conquistato 19 seggi.

Il voto ai seggi rappresenta l'86% del totale, ma mancano ancora circa 650mila "buste doppie" da scrutinare, che possono cambiare il quadro. L'affluenza definitiva è al 77,7%, superando già l'affluenza complessiva del 70,6% registrata alle elezioni del 2022.

Il presidente israeliano, Isaac Herzog, dovrà incontrare Netanyahu e Eisenkot separatamente per iniziare a testare la fattibilità di un governo di unità nazionale. Elena Loewenthal, scrittrice e studiosa dell'ebraismo arabo, ha dichiarato che la voce dei partiti arabi può essere decisiva per un cambiamento della politica israeliana e per un futuro di pace in Terra Santa.

Il primo ministro Netanyahu ha assicurato che non permetterà che venga formato un governo pericoloso con i partiti arabi, che hanno ottenuto un risultato storico nelle elezioni parlamentari. I partiti arabi sono considerati "l'ago della bilancia" delle elezioni israeliane, ma rischiano di non riuscire a trasformare i successi elettorali in influenza a causa della struttura razzista della società israeliana.

La direttrice generale del Forum palestinese per gli studi israeliani di Ramallah, Hunaida Ghanam, ha dichiarato che i cittadini palestinesi rischiano di non riuscire a trasformare i successi elettorali in influenza a causa della struttura razzista della società israeliana, che considera il cittadino arabo illegittimo e un partner indesiderato.