HEBRON — Un attacco armato condotto presso un posto di blocco militare nei pressi di Hebron, nel sud della Cisgiordania, ha causato la morte di due soldati israeliani e il ferimento di altri tre. Lo scontro a fuoco, durato circa venti minuti, ha portato all'uccisione di due presunti aggressori palestinesi da parte delle forze di sicurezza.

La reazione del governo israeliano e le misure in Cisgiordania

A seguito dell'attentato, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il governo sta preparando una "chiusura totale" della Cisgiordania e ha avviato una vasta operazione antiterrorismo condotta dall'esercito (Idf) e dall'agenzia di sicurezza Shin Bet. L'operazione, mirata a smantellare le infrastrutture armate nell'area, durerà diversi giorni con perquisizioni e controlli nei punti di transito designati.

Contestualmente, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha disposto la demolizione immediata di diverse strutture giudicate abusive situate nelle vicinanze del luogo dell'attacco. Sulla situazione è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il quale ha dichiarato che la sicurezza di Israele non può essere ottenuta colpendo la popolazione palestinese, confermando inoltre il rientro in Italia previsto per la mattina successiva delle cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania.

Sul piano internazionale, l'evoluzione delle tensioni con l'Iran resta al centro del quadro geopolitico: secondo indiscrezioni riportate dal New York Times e riprese dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald. Trump riguardo a una possibile "Operazione Epic Fury 2", Stati Uniti e Israele valutano nuovi interventi in risposta alla crisi regionale.