Tensioni in Medio Oriente: allerta aerea in Arabia Saudita ed escalation in Cisgiordania L'Arabia Saudita ha vissuto ore di alta tensione a causa di una serie di attacchi aerei rivendicati dagli Houthi dello Yemen. Nelle prime ore del mattino, due esplosioni sono state udite a Riad, mentre la protezione civile ha attivato un sistema di allerta precoce per diverse città, tra cui La Mecca, Gedda, Taif e Yanbu, a causa di una "potenziale minaccia" di droni e missili. La coalizione a guida saudita ha confermato l'intercettazione di un missile balistico diretto verso la capitale e di un drone nella Provincia Orientale, dichiarando successivamente il rientro dell'emergenza. Parallelamente, la situazione in Cisgiordania è precipitata dopo un attentato a un posto di blocco vicino a Hebron, costato la vita a due soldati israeliani. Il premier Benjamin Netanyahu ha risposto ordinando una vasta operazione militare, che prevede l'isolamento totale dell'area e l'evacuazione forzata di centinaia di famiglie palestinesi. Le forze dell'IDF hanno condotto blitz in almeno 15 località del nord, tra cui Nablus e Jenin, portando all'arresto di decine di persone. Il contesto regionale rimane estremamente instabile. Oltre agli scontri in Cisgiordania, si segnala un grave incidente nello Stretto di Hormuz, dove due superpetroliere sono state rese inservibili dopo aver urtato mine navali, e un attacco armato contro una chiesa in Giordania che ha causato sei vittime. Sul fronte diplomatico, l'intelligence statunitense ha avvertito di un aumento dei piani iraniani contro funzionari americani, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si prepara a incontrare Vladimir Putin a Mosca per discutere di cooperazione economica e geopolitica.